foto ritratto a mezzo busto di Francesco Meneghello del fotografo Pier Costantini

Identità

Francesco Meneghello ha una personalità distintiva ma in costante evoluzione, radicata nella ricerca di repertori narrativi e materici ancora inesplorati, in cui convivono silenzio e meraviglia. Il pensiero creativo è animato da una fervida curiosità che imprime corpo e significato a ogni suggestione, concedendosi anche la digressione e il divertissement. La sua formazione e le sue inclinazioni naturali verso le avanguardie artistiche, la filosofia estremo-orientale, la musica sperimentale, il cinema d’autore e la moda concettuale alimentano una poetica anticonservatrice che assume sfumature cangianti nel tempo, mantenendo ferma la visione etica da cui ha origine. I progetti dello Studio nascono dall’adesione senza compromessi ai codici personali fondativi e sono espressione di un ingegno ardito e di un’eleganza irriducibile. Ne risultano spazi e oggetti, rarefatte Wunderkammer, in cui la sovrapposizione di registri differenti converge in un’estetica sempre riconoscibile.

Metodo

L’approccio contemplativo di Francesco Meneghello si esprime in un pragmatismo razionale, che risponde a un principio di sottrazione. Ogni intuizione discende da un atto di rinuncia consapevole, ed è governata dalla volontà di rivelarne l’essenza attraverso progetti che incorporano, distillandole, l’architettura, le arti visive, la scultura e la tecnologia. Lo Studio ha costruito negli anni una rete selezionata di artigiani indipendenti, atelier locali e botteghe storiche, che custodiscono un savoir-faire raro e insostituibile. Il loro mestiere trasforma il pensiero in manufatto, coerente con l’intento iniziale e dotato di una qualità esecutiva impeccabile. Francesco Meneghello conduce ogni progetto in prima persona, coltivando relazioni dirette e trasparenti con i collaboratori dello Studio, i committenti e le maestranze. Il metodo analogico, fondato su una lentezza deliberata, favorisce lo scambio paritario e lascia spazio ai tempi del confronto, all’astrazione e al disegno a mano.

Contesti

Lo Studio preserva la dimensione della boutique e firma progetti in Italia e all’estero, intrecciando le varie scale del design d’interni. Le realizzazioni, per committenti privati e aziende, si estendono dagli spazi abitati agli oggetti di produzione semiartigianale, fino alle edizioni di design da collezione. Francesco Meneghello predilige incarichi autoriali e la collaborazione con una clientela che condivida una spiccata sensibilità per la ricerca artistica personale, totalmente svincolata da dinamiche omologanti. È la condizione necessaria per esprimere pienamente la propria visione e mantenerla intatta lungo tutto il processo costruttivo. La novità e l’audacia sono il fulcro del lavoro di Francesco Meneghello, che accoglie con naturalezza commissioni anche fuori dal consueto, senza mai diluire la propria identità. Tutte le richieste vengono valutate meticolosamente per coglierne le potenzialità e tradurle in progetti emblematici.

Visione

Contraria al fast design e alla produzione di consumo, la visione progettuale di Francesco Meneghello si rivolge al passato più luminoso delle arti applicate, nel quale il pensiero libero e indipendente anticipa e supera qualunque logica di marketing e si concretizza in opere capaci di perdurare. Ogni scelta è meditata e rispecchia una consapevolezza e una sensibilità orientate all’integrità. La frivolezza, l’aderenza alle tendenze commerciali e la forma priva di contenuto sono inconciliabili con i principi e gli obiettivi dello Studio, che sceglie di sottrarsi al rumore delle informazioni e degli stimoli che saturano la contemporaneità. La pratica di Francesco Meneghello attribuisce al tempo un valore imprescindibile, in antitesi al culto dell’immediatezza. Il numero volutamente limitato di progetti in cui s’impegna rende possibile la libertà inventiva e compositiva, sempre tesa all’essenzialità ed estranea al conformismo.

Antidesign

Nel 2024, a dieci anni dalla nascita dello Studio, Francesco Meneghello ha concepito una nuova identità dedicata a immaginare e forgiare edizioni limitate di design da collezione. Una piattaforma radicale, polifonica, mutevole, che promuove la volontà di sperimentare, attraverso gli oggetti, nuovi percorsi di senso che guardano all’arte, al gioco, al sogno e alla metafora. Ogni edizione è guidata dal manifesto Absence is more e indaga in modo trasversale materiali e lessici formali, forzando il rigido binomio razionalista forma-funzione. I sedici assiomi invitano a una riflessione, in perpetua trasformazione, sulla qualità dei manufatti, sul loro significato e sulla loro durata, e agiscono da contrappeso culturale a un mondo denso di ersatz. Francesco Meneghello delinea la direzione creativa, curando l’immagine e le edizioni sviluppate in solitaria o insieme ad altri autori, coinvolti per affinità elettive e spesso provenienti da ambiti inattesi. L’identità è priva di logo e il nome ne racchiude la vocazione iconoclasta: WE DON’T DESIGN.