Mirrorless è un oggetto metafisico, appartiene a mondi di pensieri che si allontanano dalla logica razionale per sperimentare altri universi di senso che hanno a che fare con l’astrazione, il paradosso, l’utopia. La sua identità concettuale è nell’assenza di una superficie riflettente e nella presenza di un vuoto, che elude i limiti dimensionali dell’oggetto fisico. Un vuoto pieno di significato che non sottrae, ma aggiunge infinite possibilità di esperienza e di relazione con la realtà.
specchio da terra in acciaio lucido con apertura rettangolare trasparente e base metallica vista frontale dello specchio non-riflettente con cornice in acciaio scuro e vuoto centrale
“Il mondo artistico di riferimento è la ricerca di Lucio Fontana, il suo istinto a forzare la dimensione piana della tela come atto di costruzione e non di distruzione.” Mirrorless è un oggetto utopico. L’assenza dell’immagine riflessa distoglie dalla vanità effimera, dagli automatismi della società dei selfie, dal culto autoreferenziale che promuove un’estetica edulcorata e standardizzata, sempre più distante da ciò che accade oltre il sé.
cornice rettangolare in acciaio lucido sospesa con centro trasparente, vista inclinata
La possibilità di guardare “oltre”, attraverso una sorta di finestra fotografica, invita a vivere un’esperienza contemplativa lenta, silenziosa, solitaria e introspettiva. Una conoscenza del mondo reale digitalmente sconnesso e allo stesso tempo pienamente allineato, che non si mette in posa ma cambia continuamente il suo stato d’essere.
dettaglio angolo superiore della cornice in acciaio lucido con gioco di luci e ombre vista laterale dello specchio con superfici riflettenti e geometrie astratte
Mirrorless è una presenza solida, stabile e scultorea, eppure capace di interagire con l’ambiente, ovunque si trovi, attraverso riflessioni ed inquadrature costanti. Eccetto il volto, tutto si riflette sulla superficie in acciaio extra lucido: figura umana, luce e paesaggio diventano tutt’uno, in una sorta di rappresentazione universale del mondo.
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2024

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Edizione di 111

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Foto: Thomas Pagani