L’anticipo iniziale

Per intraprendere un percorso progettuale chiediamo il 35% di anticipo, utile a far partire il lavoro su basi solide. Nelle prime settimane concentriamo una quantità significativa di energie:

  • analisi preliminare e impostazione generale del progetto;
  • definizione della visione e dei principi guida;
  • studio del layout con uno sguardo già rivolto agli aspetti tecnici ed esecutivi.

È una fase densa, che richiede un investimento reale di tempo e di risorse interne. L’anticipo permette di attivare questo processo senza esporre lo studio in modo squilibrato e garantisce al cliente che il progetto venga affrontato con la giusta profondità fin dall’inizio. Se in questa fase emergono incertezze sostanziali sull’avvio, è preferibile rimandare l’inizio del percorso. Le scadenze indicate a contratto sono sempre collegate all’effettivo incasso dei pagamenti: se un versamento arriva in ritardo, anche il calendario delle consegne slitta di conseguenza.

Pagamenti intermedi e tappe di lavoro

I pagamenti intermedi non seguono date arbitrarie, ma stati di avanzamento chiaramente identificati. Nel caso di una ristrutturazione completa, di solito coincidono con le grandi revisioni progettuali:

  • impostazione definitiva del layout;
  • sviluppo di decorazione e styling;
  • progetto di illuminazione;
  • definizione dei preventivi principali e delle scelte chiave.

All’inizio tracciamo una linea temporale condivisa: ogni punto di avanzamento corrisponde a un tratto di progetto compiuto e al relativo riconoscimento economico. Più che elencare ogni singola tavola, ci interessa che il cliente abbia chiaro in quale punto del percorso ci troviamo e quali passaggi abbiamo già consolidato. Definire in anticipo tappe e importi riduce le zone d’ombra e permette a entrambe le parti di pianificare con lucidità il flusso dei pagamenti, in parallelo all’avanzamento del progetto.

Il saldo finale

Il saldo finale è collegato alla conclusione sostanziale del lavoro: il momento in cui il cantiere chiude e la casa diventa effettivamente abitabile. Non utilizziamo protocolli burocratici particolarmente rigidi; preferiamo affidarci al buon senso. Una casa non può mai essere consegnata finita in senso assoluto: rimane sempre un margine di personalizzazione che appartiene al cliente, tra oggetti, libri e dettagli che arriveranno con il tempo. Quello che consegniamo è uno spazio compiuto, coerente e funzionante.

Il saldo riguarda il lavoro effettivamente svolto, non una ricerca di perfezione infinita. In questa fase il confronto si concentra sul percorso compiuto e sugli eventuali aggiustamenti, senza trasformare il saldo in una leva per prolungare indefinitamente la revisione di ogni singolo dettaglio. È una forma di rispetto reciproco che tutela la sostenibilità del progetto.

Equilibrio e tutela reciproca

La struttura dei pagamenti protegge sia il cliente sia lo studio. Nel contratto vengono definite regole chiare per:

  • ritardi dello studio, con eventuali penali per consegne che slittano oltre i margini concordati;
  • ritardi del cliente, con tutele nel caso in cui i pagamenti non vengano onorati entro le scadenze;
  • recesso anticipato, che disciplina l’uscita dal contratto quando il progetto viene interrotto prima della naturale conclusione.

Avviare un progetto, investire tempo e risorse e non poterlo portare a compimento ha un costo economico e un costo di immagine: anche questo viene regolato fin dall’inizio. Il paragone più semplice è quello del viaggio: lo studio è il motore, la struttura economica è il carburante. Quando questa parte è chiara e rispettata, il percorso può procedere con continuità e senza scossoni.

Pause, rallentamenti e cambi di passo

Può accadere che il cliente abbia bisogno di rallentare o mettere in pausa il progetto. In questi casi possiamo sospendere il percorso, purché l’accordo venga formalizzato:

  • le fasi già completate vengono riconosciute e saldate;
  • le tappe successive, con i relativi pagamenti, vengono congelate;
  • le nuove scadenze vengono riprogrammate nel momento in cui si decide di ripartire.

Allo stesso modo gestiamo i cambi di direzione. Il contratto prevede per ogni fase un numero definito di revisioni e integrazioni. Oltre quella soglia, il lavoro extra viene concordato e riconosciuto come tale, per evitare che il progetto entri in una zona indefinita in cui non è più chiaro quanto sia stato chiesto e quanto sia stato svolto. La flessibilità resta, ma sempre all’interno di confini chiari.

Extra, varianti e lavori fuori campo

Le varianti che esulano dal quadro concordato all’inizio vengono gestite come extra dedicati, con documenti e fatturazione separati. Non vengono assorbite silenziosamente nei pagamenti intermedi, perché questo genererebbe confusione.

Il contratto specifica con precisione che cosa è incluso:

  • cambi di rotta sostanziali;
  • ampliamenti di ambito (nuovi ambienti, nuove funzioni);
  • interventi che vanno oltre la scala o la natura del progetto definita all’inizio.

In tutti questi casi il quadro economico viene aggiornato in modo trasparente. È meglio chiarirlo subito, con un tono pragmatico, piuttosto che affrontarlo a progetto avanzato.

Gestione dell’uscita anticipata

Se per motivi personali, economici o di altra natura il cliente decide di interrompere il progetto prima della conclusione, esistono regole precise:

  • il lavoro svolto fino a quel momento viene riconosciuto economicamente;
  • è prevista una penale per il recesso anticipato;
  • è esplicitato il divieto di utilizzare materiali e contenuti progettuali con altri professionisti o in autonomia, nel rispetto del diritto d’autore.

Su questo punto siamo rigorosi: il progetto non è un catalogo di idee da cui attingere liberamente una volta interrotto il rapporto. Fermarsi è possibile, ma le condizioni e le conseguenze vanno condivise fin dall’inizio, in modo trasparente.

Condivisione di intenti

Questa struttura si rivolge in modo naturale a chi desidera un rapporto limpido su tempi, costi e responsabilità. È la scelta adatta a chi riconosce che la pianificazione economica è importante quanto la pianificazione progettuale, e considera il rispetto delle scadenze una parte del patto di collaborazione. Non è il contesto giusto per chi mette al primo posto il prezzo minimo a prescindere dal percorso, per chi utilizza il lavoro dello studio come base da riadattare altrove senza riconoscerne il valore, o per chi non dà peso alla puntualità degli impegni presi. Per noi la sostenibilità deve valere per tutti: per il cliente, che può contare su un quadro prevedibile; per lo studio, che può lavorare con continuità; per i fornitori, che entrano nel progetto con condizioni chiare.

Ordine economico e libertà creativa

La chiarezza sui pagamenti è, prima di tutto, uno strumento di serenità. Sapere quando e come verrà riconosciuto il lavoro permette di spostare l’attenzione su ciò che conta davvero: la qualità del progetto e del tempo che verrà vissuto negli spazi che stiamo costruendo.

La puntualità è il primo elemento che rende possibile questo equilibrio: quando il quadro economico è stabile e condiviso, anche il percorso creativo può procedere in modo più leggero, ordinato e naturale.