Il ruolo dello studio

Lo studio è l'interlocutore di tutte le figure coinvolte nel progetto, esprimendo il proprio valore strategico. Ingegneri e impiantisti, impresa edile, posatori, artigiani e fornitori comunicano con noi, non direttamente con il committente. Le istruzioni tecniche partono dallo studio, i dubbi delle maestranze arrivano allo studio, le varianti vengono valutate e comunicate dallo studio. Quando queste comunicazioni si frammentano e il cliente inizia a dare indicazioni dirette a chi lavora in cantiere, il progetto perde coerenza. Il committente partecipa alle decisioni che gli competono: indirizzo estetico, approvazione delle proposte, validazione dei costi. La gestione operativa resta a noi. Nel settore è diffusa l'abitudine di coinvolgere l'interior designer a scelte tecniche già compiute, quando struttura e impianti sono definiti. Il progetto degli interni diventa così un adattamento a vincoli stabiliti da altri. Il nostro metodo parte invece dalla visione dello spazio abitato, definita nelle prime fasi progettuali. Distribuzione degli ambienti, posizionamento degli arredi, qualità della luce vengono definiti per primi. Gli impianti si integrano in questo quadro, le predisposizioni rispondono a posizioni già stabilite. Gli specialisti intervengono con le loro competenze tecniche dentro coordinate già fissate.

Le figure coinvolte

La composizione del team varia con la natura dell'intervento. Edifici vincolati, modifiche strutturali importanti e impianti complessi richiedono strutturisti, termotecnici, progettisti specializzati, consulenti per domotica o acustica. Interventi più circoscritti coinvolgono meno figure. In entrambi i casi ogni professionista risponde allo studio, che mantiene la visione d'insieme e verifica che i contributi delle singole discipline non entrino in conflitto tra loro. I tecnici già scelti dal cliente vengono integrati nel processo. Non avendo accordi commerciali con imprese o fornitori, la valutazione di chi lavora al progetto si basa sulle competenze dimostrate e sulla capacità di operare dentro un metodo strutturato.

La divisione delle responsabilità

Lo studio è responsabile del progetto: definizione delle scelte, produzione degli elaborati, verifica della corrispondenza tra intenzioni e risultato costruito. L'impresa e gli artigiani sono responsabili dell'esecuzione: traduzione dei disegni in opera, rispetto delle specifiche tecniche, qualità delle lavorazioni, funzionamento di quanto installato. Questa divisione viene dichiarata prima dell'avvio e formalizzata nei documenti contrattuali. Stabilire in anticipo dove finisce la competenza di uno e inizia quella dell'altro evita che i problemi rimbalzino da un soggetto all'altro senza che nessuno se ne faccia carico.

La documentazione di progetto

Prima che qualsiasi lavorazione abbia inizio, tutte le figure coinvolte ricevono un set completo di informazioni:

  • Computo metrico e capitolato: ogni voce è descritta con quantità, specifiche tecniche e livello di finitura atteso;
  • Elaborati esecutivi: piante quotate, sezioni, dettagli costruttivi, riferimenti materici, tolleranze ammesse per ogni tipo di lavorazione;
  • Cronoprogramma: sequenza delle attività, dipendenze tra lavorazioni, date di consegna per i materiali con tempi di produzione lunghi;
  • Riferimenti qualitativi: campioni approvati, prototipi e fotografie che stabiliscono lo standard da raggiungere;
  • Punti critici: lavorazioni che richiedono verifiche specifiche, interferenze prevedibili tra discipline, passaggi dove l'errore avrebbe conseguenze difficili da correggere.

Tavole impiantistiche, dettagli costruttivi, sezioni e abachi di materiali sono il linguaggio attraverso cui lo studio comunica con chi esegue. I punti dove la precisione grafica è decisiva riguardano le interfacce tra lavorazioni diverse e gli elementi che non ammettono correzioni successive: quote delle nicchie per mobili su misura, posizioni delle uscite idriche, allineamenti tra fughe e stipiti.

La gestione delle comunicazioni

Le comunicazioni rilevanti viaggiano su canali documentabili: mail, report scritti, verbali. I documenti tecnici risiedono in archivi condivisi dove ogni file porta data e numero di revisione. Le stampe in cantiere vengono aggiornate a ogni modifica e quelle superate ritirate. Le varianti che toccano più discipline vengono valutate nel loro impatto complessivo prima di essere comunicate. Chi non è coinvolto dalla variante non viene incluso nella comunicazione: moltiplicare i destinatari disperde l'attenzione. Le riunioni di coordinamento hanno cadenza regolare e servono ad affrontare insieme i temi aperti. I problemi discussi a voce vengono fissati per iscritto, perché ciò che non è documentato finisce per non essere mai stato detto.

Il controllo in cantiere

Il controllo accompagna tutto il processo. Prima del cantiere si verificano gli elaborati, durante il cantiere si verifica la corrispondenza tra disegni e opera, alla fine si verifica il funzionamento di ogni componente. I passaggi più delicati riguardano le lavorazioni su misura e le predisposizioni impiantistiche: una traccia elettrica spostata di venti centimetri può significare una presa visibile dove doveva essere nascosta, una quota sbagliata su un cassonetto significa rifare il controsoffitto. Questi errori si prevengono con verifiche quando le tracce sono ancora aperte e le strutture non sono state rivestite. Lo studio presidia il cantiere con una frequenza calibrata sulla fase in corso. Nei momenti delicati le visite possono essere quotidiane. Per i cantieri distanti ci appoggiamo a un referente locale. Le lavorazioni irreversibili richiedono un'approvazione esplicita prima di procedere: nessun rivestimento viene posato, nessun elemento su misura ordinato in produzione senza conferma formale.

La selezione di imprese e artigiani

Quando imprese e artigiani non sono già stati scelti dal cliente, la selezione tiene conto di fattori che vanno oltre il prezzo:

  • Lavori precedenti documentati: cantieri visitabili, fotografie, contatti di committenti disposti a condividere la loro esperienza;
  • Esperienza specifica: familiarità con il tipo di intervento, con i materiali previsti, con il livello qualitativo richiesto;
  • Campionature: possibilità di valutare concretamente la qualità esecutiva su prototipi o porzioni di lavorazione;
  • Struttura aziendale: organizzazione adeguata alla scala del progetto, stabilità economica, continuità del personale;
  • Gestione delle criticità: informazioni su come hanno affrontato problemi e imprevisti in cantieri precedenti.

Prima dell'inizio vengono dichiarati gli standard attesi. Chi accetta l'incarico sa cosa ci si aspetta e si impegna a rispettarlo.

I confini della collaborazione

Il coordinamento funziona se tutti i soggetti lo rispettano. Il cliente che comunica direttamente con l'impresa su questioni tecniche introduce informazioni che possono contraddire indicazioni già date. Il fornitore che prende accordi con il committente senza passare dallo studio altera tempistiche già definite. Queste interferenze producono errori che emergono in cantiere, quando correggerli è costoso. Senza regia, ogni soggetto ottimizza il proprio lavoro senza visione dell'insieme: l'impiantista traccia dove gli risulta più comodo, il cartongessista chiude prima che le predisposizioni siano verificate, il posatore parte dal punto sbagliato. Per questo chiediamo che le comunicazioni operative passino attraverso di noi. Il cliente resta informato su tutto, approva le scelte rilevanti, può sempre porre domande. La gestione tecnica rimane allo studio. Quando un consulente esterno propone soluzioni incompatibili con il progetto, si apre un confronto per capire i vincoli tecnici e cercare un punto di equilibrio. I progetti che coinvolgono il condominio o richiedono autorizzazioni integrano questi aspetti nel coordinamento: regole sugli orari, limiti di rumore, permessi per ponteggi vanno gestiti prima che blocchino il cantiere.

Il valore della regia

Il coordinamento è il lavoro che tiene insieme tutti gli altri. Non compare nelle fotografie del progetto finito, ma senza di esso quel risultato non esisterebbe o esisterebbe in forma compromessa. Il nostro metodo esiste per evitare che il cantiere diventi un luogo di riparazioni continue e che i costi di questa disorganizzazione ricadano sul committente.