Perché non applichiamo commissioni sulle forniture

In molti studi il margine sulle forniture è parte del compenso. La consulenza sembra costare poco, mentre una quota, di norma tra il 10 e il 15% su ogni ordine, rimane nascosta nei prezzi di arredi e materiali, così l’investimento reale è più alto di quanto appaia e il committente lo scopre tardi, o non lo scopre affatto. Noi abbiamo scelto diversamente, perché chi ci affida un progetto deve poter contare su decisioni prese nel suo interesse, comprese quelle economiche.

La parcella come unico compenso dello studio

Il nostro compenso è la parcella concordata nel preventivo e scritta nel contratto, e lì si ferma il ritorno economico dello studio. Non applichiamo margini sulle forniture e non riceviamo compensi laterali da aziende, showroom o artigiani. Le condizioni riservate al cliente risultano migliori di quelle dei modelli a provvigione, e ogni voce dei documenti condivisi ne consente la verifica.

Sconti professionali trasferiti al cliente

Con i fornitori lavoriamo a condizioni che un privato, da solo, difficilmente ottiene:

  • sconti da listino riservati agli studi, in particolare quando acquistiamo direttamente dall’azienda anziché da negozi o agenti;
  • condizioni particolari su tempi e modalità di produzione, soprattutto nei progetti articolati o nelle forniture di ampio respiro;
  • un potere negoziale diverso, legato al numero di progetti gestiti e alla visibilità del nostro lavoro: pubblicazioni, rete di contatti, continuità nel tempo.

Questi vantaggi passano per intero al cliente. Nei preventivi indichiamo il listino, lo sconto applicato e il prezzo netto riservato al committente, e a seconda del prodotto e dei volumi il risparmio rispetto a un acquisto autonomo è compreso, indicativamente, tra il 10% e il 25%. Il cliente resta libero di confrontare queste condizioni con altre offerte.

Come funzionano fatturazione e pagamenti sulle forniture

Per le forniture la regola è una sola. I fornitori fatturano direttamente al cliente e i pagamenti vanno dal cliente al fornitore, senza passare dal conto dello studio, che non rivende e non rifattura. Spariscono i doppi passaggi contabili e le ambiguità sui flussi di denaro, l’amministrazione si alleggerisce per tutti, in linea con la struttura dei pagamenti del progetto. Per il residenziale di piccola e media scala non conosciamo modo più ordinato di lavorare.

Gli strumenti operativi per la trasparenza economica

La trasparenza passa dagli strumenti di ogni giorno. Il budget condiviso riporta ogni fornitura al prezzo netto aggiornato, e accanto una cartella dei preventivi conserva per ogni voce il documento completo, con listino, sconto, condizioni di pagamento e note. Il cliente vi accede quando vuole, e i fraintendimenti si spengono prima di nascere, perché ogni voce è verificabile e ha il suo posto nell’insieme.

Nessun conflitto di interessi con i fornitori

Aziende e fornitori propongono a volte bonus, premi o retrocommissioni. Gli sconti ottenuti in trattativa vanno integralmente al cliente, mentre i riconoscimenti imprevisti vengono restituiti o convertiti in un ulteriore vantaggio per il committente. I fornitori li scegliamo per qualità, affidabilità, serietà nel post-vendita e coerenza con il progetto, senza alcun ritorno economico in mezzo, e davanti a un problema stiamo senza esitazioni dalla parte di chi vivrà lo spazio.

La distanza dal modello a provvigione

Il modello a provvigione porta con sé dinamiche conosciute, come le commissioni che erodono lo sconto promesso, l’incentivo a far crescere la spesa per far crescere il margine, i giri di fatturazione che aggiungono costi senza aggiungere valore. Il nostro modo di lavorare se ne tiene lontano, con numeri leggibili, responsabilità definite, decisioni tracciabili.

Per chi è adatto questo modello

La trasparenza definisce anche con chi lavoriamo meglio. Questo modello è pensato per chi vuole accesso pieno alle voci di spesa senza doversene occupare in prima persona, per chi delega sapendo che non esistono interessi nascosti, per chi ha conosciuto pratiche opache e cerca finalmente nitidezza. A garanzia, il contratto vieta espressamente allo studio di percepire provvigioni sulle forniture. Sappiamo anche a chi si addice meno, a chi guarda soltanto al prezzo più basso, a chi usa il nostro lavoro per cercare altrove condizioni più aggressive, a chi pretende gli sconti dei modelli a commissione insieme a una parcella pensata per chi a quei margini rinuncia. L’equilibrio deve reggere per tutti, cliente, studio e fornitori.

Ciò che la trasparenza libera

Quando i numeri sono in ordine, la conversazione torna dove deve stare, sulla qualità del progetto. Cadono i sospetti, i fraintendimenti e le sorprese in corso d’opera, e resta un dialogo progettuale franco, dove le scelte si discutono nel merito e i numeri rimangono sullo sfondo.